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Wimbledon 2026, Sinner a cuore aperto prima dell’esordio: doping, Alcaraz, famiglia e la mentalità che l’ha portato al n. 1

Bellissima intervista rilasciata da Jannik Sinner al Telegraph prima dell’esordio a Wimbledon 2026 contro Miomir Kecmanovic
Jannik Sinner
Jannik Sinner e la sua famiglia (Getty Images)

Manca sempre meno al 1° turno del torneo di Wimbledon 2026 tra Jannik Sinner e Miomir Kecmanovic in programma sul Campo Centrale alle ore 14:30 di lunedì 29 giugno, onore riservato al vincitore dell’ultima edizione del singolare maschile, con l’azzurro che affida i propri pensieri al Telegraph a cui concede una intervista molto profonda.

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Sinner spiega come ha reagito alla squalifica per doping

Il 24enne di San Candido parla, innanzi tutto, di uno dei momenti più difficili della sua vita dopo la sospensione di tre mesi per doping nella scorsa stagione: “Mi sono reso conto che esiste anche una vita al di fuori del campo. Ho trascorso molto tempo con la mia famiglia e con mio padre. Poi ho lavorato duramente per tornare al mio livello, ma ho scoperto anche altre cose. Sì e no mi ha reso un giocatore migliore. È stato buono allontanarsi un po’ dal tennis. Mi ha fatto capire che allenarsi è importante, ma passare tempo con la mia famiglia lo è anche, perché le cose possono cambiare molto rapidamente“.

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La rivalità tra Sinner e Alcaraz

Il n. 1 della classifica ATP crede che prima o poi qualcuno si inserirà nella rivalità con Carlos Alcaraz: “Carlos è un amico, ma anche un rivale. Credo che le rivalità possano trasformarsi in buone amicizie. Ci sono rivalità sane e penso che noi ne abbiamo una. In qualche momento apparirà qualcun altro. So che le cose cambiano molto rapidamente. Io cerco di concentrarmi solo sul fare il mio lavoro e controllare ciò che dipende da me”.

La mentalità di Sinner

L’azzurro crede che la sua mentalità sia stata determinante per arrivare in vetta alla graduatoria: “Ho una teoria: tutto ciò che accade ora è conseguenza del lavoro che hai fatto cinque o sei mesi fa. Se continui a lavorare, diventi semplicemente un giocatore migliore. Vedere questi risultati mi rende felice perché so tutto quello che ho sacrificato. A 24 anni non puoi essere perfetto. Ho un grande team intorno e ci sono ancora piccoli dettagli che possiamo migliorare. Non gioco per i record. Gioco per me stesso. Mi piace essere il migliore, ma l’unica cosa che voglio ottenere è che, quando finirà la mia carriera, posso dire di aver fatto assolutamente tutto il possibile per diventare il miglior giocatore che potessi essere. Dopo il tennis ci sarà un nuovo capitolo. Conoscendomi, probabilmente non sarà legato a questo sport. Mi piacerebbe fare cose diverse”.

Le passioni di Sinner fuori dal tennis

Argomenti più leggeri in chiusura d’intervista: “Ho un debole per i dolci. La cosa più importante per me è il dessert: molto gelato e molte torte. Non amo molto il sapore dell’alcol. Preferisco una Coca-Cola Zero. Anche se ogni tanto prendo un po’ di champagne o vino bianco. Un regalo per la mia famiglia? Credo che il miglior regalo sia semplicemente passare del tempo insieme. Uscire a cena, fare una passeggiata o mangiare in famiglia. Per noi il denaro è sempre stato qualcosa di secondario“.