Bordo campo

Mondiali 2026, Hakimi sarà processato per stupro: ufficiale il rinvio a giudizio

Hakimi sarà processato per strupro, la corte d'appello di Versailles ha ufficializzato il rinvio a giudizio
Hakimi, Marocco (Getty Images)
Hakimi, Marocco (Getty Images)

Achraf Hakimi sarà processato per stupro. Questa è la notizia emersa durante i Mondiali di calcio e a poche ore dal ritorno in campo del Marocco contro la Scozia, nella seconda giornata della fase a giorni (20 giugno a mezzanotte, orario italiano). Questa mattina la camera dell’istruzione della corte d’appello di Versailles ha notificato la conferma del rinvio a giudizio del terzino del PSG davanti alla corte penale dipartimentale degli Hauts-de-Seine, respingendo di fatto la richiesta di proscioglimento presentata dalla difesa. La data del processo non è ancora stata stabilita, ma non dovrebbe entrare in conflitto con il Mondiale in Stati Uniti, Messico e Canada in cui Hakimi è protagonista. Per il giocatore marocchino, in ogni caso, vale la presunzione d’innocenza almeno fino a quando non sarà emessa una sentenza definitiva.

L’episodio

L’inchiesta ha origine nel 2023, quando, secondo quel che viene riferito da una fonte della polizia ripresa dai media francesi, una ragazza di circa 24 anni si era recata in un commissariato di Val-de-Marne denunciando di essere stata violentata nell’abitazione di Hakimi. La giovane donna ha svelato di aver avuto dei contatti con il calciatore attraverso i rispettivi profili Instagram ed essersi recata verso casa sua per incontrarlo con un taxi pagato dallo stesso giocatore. Questa ha poi aggiunto di esser riuscita a respingere le avance (ha detto di esser stata baciata e toccata senza il suo consenso) dell’esterno marocchino, per poi esser raggiunta da un’amica alla quale aveva chiesto aiuto attraverso dei messaggi. Hakimi è stato indagato e posto sotto controllo giudiziario, per poi essere rinviato a giudizio la prima volta verso la fine di febbraio 2026.

Le posizioni di accusa e difesa

La difesa, rappresentata dall’avvocata Fanny Colin, aveva impugnato la decisione la decisione del rinvio a giudizio al 2026 sostenendo che l’accusa si basasse solo sulla parola della ragazza, parlando di estorsione ai danni dell’assistito. Al contrario la parte civile rappresentata Rachel-Flore Pardo ha evidenziato che i tre magistrati avrebbe già riscontrato indizi sufficienti per il rinvio a giudizio. 

Il messaggio di Hakimi

Nel frattempo, una volta comunicata la notizia, Hakimi ha pubblicato un lungo messaggio sui social in cui si dice contento di poter “finalmente parlare” dopo anni di silenzio: “La giustizia mi ha guardato negli occhi e ha detto: Se non fossi famoso, non ci sarebbe mai stato un caso. Ho scelto di rimanere in silenzio per anni. Pensavo che mantenendo la mia dignità, essendo paziente e confidando nel sistema giudiziario, si sarebbero prese le decisioni giuste. Oggi, viene raccontata una storia che non è la mia, una storia che danneggia la mia famiglia, la mia vita e, soprattutto, la verità. A volte mi sento come se fossi diventato un bersaglio facile. Ho aspettato questo processo fin dal primo giorno. E ora lo attendo con ansia. Finalmente potrò parlare“.