Bordo campo

Mondiali 2026, Italia umiliata da Infantino? Le parole che fanno discutere

Sono iniziati i Mondiali 2026, i terzi senza la partecipazione dell’Italia: il presidente FIFA Infantino non si trattiene
Gianni Infantino

Due delle centoquattro partite in programma ai Mondiali 2026 sono andate in archivio, in nessuna di queste ci sarà però l’Italia. Per la terza volta consecutiva, e dopo due eliminazioni alla fase a gironi, gli Azzurri rimarranno a guarda la Coppa del Mondo dal divano di casa. Un dramma sportivo nel Bel Paese, una ragione per prendere in giro la Nazionale nel resto del mondo. Anche da parte di chi in Italia non ci è nato ma nonostante questo trova importanti radici come Gianni Infantino, presidente della FIFA.

Italia umiliata?

A margine della cerimonia di apertura dei Mondiali 2026 a Città del Messico il numero uno del massimo organo calcistico mondiale non ha perso occasione per prendere in giro gli Azzurriindiretta con CazèTV, canale brasiliano. Parlando della possibilità di allargare ulteriormente la competizione in futuro, infatti, Infantino ha risposto così: «Vediamo come andrà questa Coppa del Mondo con 48 squadre. È chiaro che è un evento enorme. Abbiamo già discusso di 64 squadre, per coinvolgere ancora di più tutto il mondo. La domanda è stata fatta nel Consiglio della FIFA, ma intanto godiamoci questa prima edizione della Coppa con 48 squadre. Forse l’Italia si qualificherebbe con 64 squadre… o potremmo arrivare a 208 per vedere se si qualifica». Evidente il torno sarcastico del presidente FIFA, ma inevitabile anche immaginare più di qualche polemica per un’uscita di certo non molto istituzionale.

La verità sull’allargamento

Al netto di battute più o meno opportune, però, è bene specificare come l’opzione di allargare le edizioni successive ai Mondiali 2026 a più di 48 squadre sia un’ipotesi tutt’altro che sul punto di essere approvata. Si tratta infatti di una proposta avanzata nel 2025 dalla CONMEBOL in vista dell’edizione 2030 e che porterebbe il totale di match previsti a 128, con sedici gironi da quattro squadre e che punterebbe a coinvolgere più nazionali minori di Africa e Asia soprattutto. Non a caso l’UEFA si è fortemente opposta alla possibilità e l’ipotesi è stata per ora archiviata.