Egitto, sogno africano: Salah guida la speranza
Stati Uniti, Messico e Canada stanno per diventare il centro del mondo. Tra poche settimane inizierà la competizione calcistica più seguita sul pianeta, quella che metterà in palio il dominio sportivo di un Paese su tutti gli altri. Il Mondiale del 2026 sarà un’edizione diversa, allargata, culturalmente più ampia e ci offre la possibilità di andarci a studiare quelle squadre meno conosciute o, comunque, meritevoli di un approfondimento per entrare nel dettaglio delle loro rose, del loro percorso e dei loro obiettivi. Tra le squadre che incuriosiscono maggiormente c’è l’incognita Egitto, una squadra che vanta individualità talentuose, ma che nella Coppa del Mondo non è mai riuscita a imporsi.
Girone G, Belgio guida: equilibrio totale tra Africa, Asia e Oceania
Il momento della squadra
Il cammino dell’Egitto nel Mondiale inizierà dal Girone G, dove affronterà Belgio, Iran e Nuova Zelanda. Un mix di culture particolare che alimenta la curiosità degli appassionati. La Nazionale egiziana si presenza alla Coppa del Mondo dopo aver vissuto un percorso di qualificazione abbastanza agevole. Nel gruppo A delle qualificazioni della zona Africa, la formazione di Hassan ha chiuso al primo posto con otto vittorie due pareggi (mai successo in 91 anni di storia) contro Burkina Faso, Sierra Leone, Guinea-Bissau, Etiopia e Gibuti. Su 30 punti disponibili l’Egitto ne ha totalizzati 26 sfiorando la perfezione.
Un trend confermato anche nelle ultime due amichevoli pre-Mondiale, dove gli egiziani hanno pareggiato 0-0 contro la Spagna e vinto 4-0 contro l’Arabia Saudita. Nel mezzo, però, l’Egitto ha subito anche una cocente delusione. Nonostante l’ottimo percorso tra dicembre e gennaio in Coppa d’Africa, il quarto posto arrivato dopo le sconfitte contro Senegal (semifinale) e Nigeria (finale 3°/4° posto) hanno aumentato qualche malumore intorno a una federazione dalla quale ci si aspettava la vittoria del torneo. Tuttavia, il Mondiale servirà anche a dare nuove speranze. L’obiettivo non sarà vincerlo, ma stupire e dire la propria anche nelle fasi finali della competizione.
Il commissario tecnico e le idee di gioco
Il commissario tecnico dell’Egitto è Hossam Hassan, ex attaccante e miglior marcatore nella storia della Nazionale egiziana. Sedutosi in panchina per la prima volta nel 2024, è lui che ha condotto le operazioni di avvicinamento della squadra al Mondiale, riuscendo a dominare il girone di qualificazioni e a condurre, al di là del risultato, un buon percorso in Coppa d’Africa. Nelle 28 partite con l’Egitto si è spesso affidato a moduli differenti variando da una difesa a tre a una difesa a quattro, arrivando in alcuni casi a schierare addirittura cinque difensori. In particolar modo nell’ultimo periodo ha spesso alternato il 4-2-3-1 (storicamente il suo modulo preferito) al 3-4-1-2 (o 3-4-3) in base all’avversario che trovava davanti e agli interpreti a disposizione. Il suo gioco si articola attraverso linee strette che lasciano poca manovra all’avversario, con una difesa alta, a tutto campo che va in pressing già sui primi portatori di palla. Nel gioco di Hassan, soprattutto in fase offensiva, sono fondamentali gli esterni che hanno il compito di attaccare la profondità sulla fascia o attaccare direttamente l’area di rigore. Quest’ultimo è un aspetto importante del gioco di Hassan che ha saputo spesso premiare un giocatore come Mohamed Salah, autore di 9 gol su 20 dell’Egitto nelle qualificazioni al Mondiale.
I giocatori chiave
Quando si pensa all’Egitto c’è solo un giocatore che viene in mente, in maniera del tutto istantanea e inconsapevole: Mohamed Salah. L’attaccante del Liverpool che potrebbe giocare una parte del Mondiale da svincolato, è senza ombra di dubbio la stella della sua Nazionale. In 113 partite giocate ha segnato 65 gol, gliene mancano solo 4 per eguagliare il proprio allenatore Hassan e condividere con lui il ricordo di miglior cannoniere nella storia egiziana. La lucentezza di Salah, però, nasconde altri due nomi meritevoli, senza dubbio, di menzione. Il primo viene anche lui dalla Premier League: Omar Marmoush del Manchester City. Mentre l’altro è l’ormai celebre Trezeguet dell’Al Ahly. Attenzione, però, al nome a sorpresa. Qui possiamo sbilanciarci e lanciare la suggestione Hamza Abdelkareem. Inserito nella lista dei pre-convocati, l’attaccante classe 2008 non ha mai esordito con la Nazionale egiziana, ma in questa stagione si è messo in mostra giocando in prestito da gennaio (dall’Al Ahly) nel Barcellona B di Planas e segnando ben 6 gol tra marzo e maggio.
Punti di forza e debolezze
I punti di forza su cui punterà l’Egitto sono due su tutti. Da una parte c’è la qualità individuale di elementi come Salah e Marmoush, abituati a esprimersi ai massimi livelli calcistici. Dall’altra c’è la solidità e l’identità che Hassan è riuscito a dare alla squadra. Nonostante sia dotata di un’importante duttilità tattica, la Nazionale egiziana è riconoscibile nel suo pressing arcigno e nella sua rapidità che può impensierire qualsiasi squadra, anche quelle tecnicamente più dotate. Tuttavia, la sua forza rischia di essere anche la sua debolezza. Affrontando squadre dotate di grande qualità non si potrà permettere di sbagliare. Un’uscita errata, un tempo perso nel pressing, potrebbero favorire l’avversario spianandogli la strana per il gol. Per applicare questo tipo di gioco, che in Africa ha fatto la differenza, serviranno delle prestazioni impeccabili.
Probabile formazione
EGITTO (4-3-1-2): El Shenawy; Hany, Ibrahim, Rabia, Fatouh; Attia, Fathi; Salah, Adel, Trezeguet; Marmoush. Ct. Hassan.
La storia ai Mondiali
L’Egitto torna ai Mondiali dopo l’assenza nel 2022 in Qatar. L’ultima apparizione dei Faraoni in una Coppa del Mondo, infatti, risale al 2018, quando il torneo venne disputato in Russia. La storia della Nazionale egiziana, d’altronde, ci racconta di un Paese che sporadicamente prende parte al Mondiale e che solo 3 volte prima di quest’anno era riuscito a raggiungere la fase a gironi, senza mai andare oltre: nel 1934, nel 1990 e nel già citato 2018.
Obiettivo Mondiale 2026
L’obiettivo dell’Egitto nel Mondiale del 2026, allora, è scritto nella sua storia. La Nazionale di Hassan proverà ad arrivare dove nessuno prima di loro è mai riuscito, superando il Girone G e puntando alla fase a eliminazione diretta. Questo risultato sarebbe un traguardo storico per un Paese in crescita sotto il piano calcistico e che crede nella sua realizzazione. L’Egitto, d’altronde, non si presenta da favorito nel proprio gruppo (lascia al Belgio questo ruolo), ma contro Iran e Nuova Zelanda può dire la sua per provare a strappare il secondo posto e, quindi, accedere alla fase successiva della Coppa del Mondo.