Mondiali

Mondiali 2026, gli Stati Uniti negano i biglietti ai tifosi dell’Iran: l’attacco della FFIRI

Prosegue lo scontro tra Stati Uniti e Iran a due giorni dal Mondiale, ora gli USA hanno vietato i biglietti per i tifosi iraniani
Uno striscione a favore dell'Iran sugli spalti durante la sfida di calcio femminile tra Juventus e Arsenal (Getty Images)

Lo scontro tra Teheran e Washington prosegue anche sul fronte sportivo. Il conflitto geopolitico sta complicando la partecipazione dell’Iran ai prossimi Mondiali che si svolgeranno proprio tra Stati Uniti, Messico e Canada. Dopo i dubbi sulla partecipazione che avrebbero potuto portare a un ripescaggio dell’Italia e dopo i problemi legati ai visti e alle imposizioni di Trump, una nuova denuncia getta ombre sul rapporto tra la Federcalcio iraniana e il governo americano. Secondo quanto giunge, infatti, dalla FFIRI gli Stati Uniti avrebbe revocato l’assegnazione dei biglietti per i tifosi iraniani con l’obiettivo di impedirne la presenza sul suolo americano. La notizia è stata diramata in un comunicato ufficiale della Federazione calcistica dell’Iran che ha aggiornato una storia di accese tensioni dovute allo stato di guerra che intercorre tra i due Paesi, dopo l’attacco congiunto di fine febbraio.

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Il comunicato della FFIRI sui biglietti

A meno di tre giorni dall’inizio dei Mondiali del 2026, gli Stati Uniti hanno agito ancora una volta per ostacolare la presenza dei tifosi iraniani negli stadi che ospiteranno le tre partite della fase a gironi della nazionale” si legge nel comunicato della FFIRI, che poi aggiunge: “Questo accade nonostante il fatto che molti tifosi di calcio iraniani, sulla base del processo ufficialmente annunciato, abbiano completato i piani necessari per venire a vedere le partite. Questo sviluppo solleva serie domande sull’interferenza di fattori non sportivi nell’organizzazione del più grande evento calcistico del mondo. La privazione dell’accesso ai biglietti distribuiti legalmente e ufficialmente per i tifosi iraniani è un atto contro lo spirito dei tornei internazionali, così come il principio di uguaglianza tra i paesi partecipanti. Ciò solleva serie domande sull’interferenza di fattori politici e non sportivi nell’organizzazione del più grande evento calcistico del mondo“.