Mondiali 2026, visti negati le imposizioni di Trump: cosa sta succedendo con l’Iran?
La partecipazione dell’Iran al Mondiale sarà influenzata dal fronte geo-politico. Le tensioni tra Washington e Teheran avevano già portato la Nazionale iraniana a delle riflessioni sulla propria presenta alla prossima Coppa del Mondo e alle modalità tramite le quali avrebbe preso parte al torneo. L’Iran aveva proposto alcuni termini alla FIFA che, però, sono stati respinti costringendoli a sottostare ai termini pre-indicati. Le uniche novità arrivano dal ritiro in cui risiederà la squadra. Inizialmente previsto per l’Arizona, la Federcalcio iraniana ha deciso di spostarlo a Tijuana, in Messico. I motivi sono duplici: il primo riguarda il ritardo dalla Casa Bianca per l’emissione dei visti per i giocatori, il secondo morale e risiede nella volontà di limitare la propria presenza sul territorio americano.
Iran, struttura e compattezza: squadra difficile da battere
L’Iran non potrà stare più di 24 ore negli Stati Uniti
Ed è proprio riguardo questi due temi che sono arrivate, a pochi giorni dall’inizio del Mondiale, delle novità. Secondo quanto riportato da Adnkronos, infatti, le autorità americane avrebbero imposto alla Nazionale iraniana una permanenza massima all’interno del territorio statunitense di massimo 24 ore. Questo significa che l’Iran potrà entrare negli Stati Uniti solo per disputare la partita, una volta terminata sarà obbligata a far ritorno a Tijuana, sede del proprio ritiro. A render nota la notizia è stato l’ambasciatore iraniano in Messico, Abolfazl Pasandideh, che ai giornalisti ha spiegato: “Possiamo entrare la mattina e dobbiamo ripartire lo stesso giorno“.
Visti negati ad alcuni membri dello staff tecnico dell’Iran
I problemi, però, non sarebbero finiti qui. Secondo i media legati allo stato iraniano, i visti che gli Stati Uniti hanno concesso all’Iran non sarebbero stati estesi a tutto lo staff tecnico della Nazionale. Sarebbero 15, infatti, i funzionari – tra cui il capo della federazione calcistica, il suo vice e un direttore dei media – i membri ai quali sarebbe stato negato l’ingresso negli Stati Uniti.