Mondiali 2026, scoppia la polemica negli Stati Uniti: troppa pubblicità durante le partite
Altro giorno, altra polemica. Ecco il ‘Watergate’, cit. Indipendent. È il titolo che è stato dato all’ultimo scandalo che ora tiene banco ai Mondiali 2026. Negli Stati Uniti è partito l’attacco a Fox che trasmette tutte le gare, visto che durante gli ‘hydration break’ imposti dalla FIFA per il caldo, l’emittente manda in onda svariati spot pubblicitari. Parliamo di due pause concesse alle squadre per bere visto il caldo torrido degli ultimi giorni, una sorta di time out che si vede da sempre nell’NBA, nel football americano e nella pallavolo.
Mondiali 2026, la polemica sugli spot
Le interruzioni avvengono a metà del primo e del secondo tempo, per un totale di sei minuti. Per quel tempo, quindi, le tv possono a mandare in onda la pubblicità, che però spesso va un po’ per le lunghe e fa perdere alcune azioni ai tifosi. E tutto questo è stato mal digerito anche dall’interno: “La detesto (l’interruzione, ndr.)”, ha dichiarato Carli Lloyd, ex campionessa di calcio e ora commentatrice di Fox; “È la fine del primo quarto”, ha detto invece l’ex calciatore Alexi Lalas durante Messico-Sudafrica. Facendo due conti, come raccontato da La Gazzetta dello Sport, 6 minuti a partita fanno 624 minuti in 208 interruzioni nel Mondiale. L’analista per S&P Global Michael Johnson ha spiegato che ogni spazio pubblicitario “può raggiungere prezzi da Super Bowl, tra i 7 e i 9 milioni di dollari”. In realtà le televisioni avrebbero l’obbligo di riempire solo 2 minuti e 10’’ (secondi), con degli spot dopo 20” dal fischio e interrompendoli a 30” dall’inizio della ripresa.
Mondiali 2026, il pensiero dei ct
In tutto questo marasma c’è un emittente che si differenzia dalle altre, ovvero Telemundo in Spagna: “Noi non mandiamo in onda spot pubblicitari durante la pausa per idratarci. Unitevi a noi per godervi il football senza interruzioni. Siamo una delle pochissime tv al mondo a farlo. Dobbiamo poter vedere cosa fanno i giocatori”, ha detto il giornalista Alejandro Berry in diretta. Questi break hanno diviso anche i ct, e non tutti li hanno graditi: “Non mi piace. Mi va solo quando le condizioni sono estreme. Ma quando le condizioni sono buone, è superfluo”, ha dichiarato Pochettino degli USA; “Cambia completamente il calcio, magari una squadra va benissimo e tre minuti fanno perdere il ritmo”, ha aggiunto il francese Deschamps. Insomma, un mare di polemiche che sta accompagnando l’inizio di questi Mondiali 2026. E che non sembra accennare a fermarsi.