Roland Garros

Roland Garros 2026, la previsione di Panatta e Bertolucci: per Sinner due pericoli. Ecco quali

Come al solito le riflessioni di Adriano Panatta e Paolo Bertolucci sono illuminanti anche in vista del Roland Garros
Adriano Panatta
Adriano Panatta (Getty Images)

L’edizione 2026 del Roland Garros, in programma dal 24 maggio al 7 giugno 2026, ha un chiaro e unico favorito nel singolare maschile che è, ovviamente, Jannik Sinner con la possibilità di un remake durante la premiazione perché, come accaduto a Roma, sarà Adriano Panatta a consegnare il trofeo al vincitore.

Panatta e Bertolucci individuano i pericoli per Sinner al Roland Garros

Nell’ultima puntata del podcast “La Telefonata”, il campione di Roma e Roland Garros 1976 parla con il grande amico Paolo Bertolucci del 24enne di San Candido e degli eventuali pericoli per l’azzurro, individuati nel rischio infortuni dopo tante partite ravvicinate e dalla lunghezza del torneo con sette partite da vincere sulla terra rossa al meglio dei cinque set.

Le parole di Panatta: “Non sono più re di Roma. Sono contento dai. Meglio di così non poteva andare. Ho passato il testimone al numero uno del mondo, un ragazzo bravissimo e straordinario. È stata una bella giornata per tutti, le persone erano davvero felici. Ora devo fare la stessa cosa a Parigi. Jannik è di un’altra categoria. Si deve solo far male, ma facciamo gli scongiuri. Non ha rivali”.

La replica di Bertolucci: “Sarai per sempre il re di Roma. Mi è piaciuta molto questa chiusura del cerchio, hai passato lo scettro a uno che merita sotto tutti i punti di vista. Ora siamo proiettati su Parigi. Sono sette partite, quindi non è una cosa semplice. Se sta bene fisicamente, dovrai consegnargli di nuovo la coppa, però sono sette tappe”.

Il pensiero di Bertolucci per Bolelli/Vavassori

In ultimo, i complimenti del nativo di Forte dei Marmi per Simone Bolelli e Andrea Vavassori vittoriosi in doppio al Foro Italico: “In doppio hanno vinto un gran torneo. Hanno battuto le coppie più forti del mondo. Bello anche il ricordo di Bolelli del padre”.