Algeria, tecnica africana: talento e imprevedibilità
Dopo dodici anni di assenza, l’Algeria torna sulla scena mondiale con un mix interessante di esperienza e rinnovamento. La qualificazione al Mondiale 2026 segna la fine di un periodo complicato e l’inizio di una nuova fase. Inserita nel Gruppo J insieme ai campioni in carica dell’Argentina, all’Austria e alla Giordania, la selezione nordafricana si presenta con l’obiettivo di essere più di una semplice comparsa.
Algeria, il cammino verso il Mondiale 2026
L’Algeria ha dominato il proprio girone di qualificazione, chiudendo al primo posto e staccando il pass con una giornata d’anticipo. Decisiva la vittoria per 3-0 contro la Somalia, che ha certificato il primato nel Gruppo G e il ritorno ai Mondiali dopo l’ultima partecipazione del 2014. Il percorso è stato solido, con una squadra capace di coniugare qualità tecnica e continuità di risultati: 8 vittorie, un pareggio e una sola sconfitta (2-1 contro la Guinea il 6 giugno 2024) in 10 partite, con 24 gol fatti. Va registrata qualcosa in difesa (8 reti subite), ma la qualità in attacco non si discute. Negli ultimi mesi l’Algeria ha mostrato una crescita progressiva: risultati convincenti e prestazioni importanti hanno fatto crescere l’entusiasmo ma anche l’attesa intorno alla squadra. Il clima, dunque, non può che essere positivo, con il ritorno al Mondiale dopo due esclusioni consecutive che ha riacceso la passione dei tifosi. Il gruppo, nonostante l’eliminazione ai quarti nell’ultima Coppa d’Africa contro la Nigeria (0-2), appare compatto, con una leadership chiara e una nuova generazione che si sta integrando gradualmente.
L’Algeria punta su Petković: le idee di gioco dell’ex Lazio
Dal 29 febbraio 2024 sulla panchina dell’Algeria siede Vladimir Petković, ex commissario tecnico della Svizzera e allenatore della Lazio dal 2012 al gennaio 2014, ricordato dai tifosi biancocelesti per il successo nella finale di Coppa Italia contro la Roma del 26 maggio 2013. Il suo arrivo ha portato ordine tattico e una nuova identità alla squadra. Il sistema di riferimento è il 4-2-3-1, con passaggio al 4-3-3 in base a partita e avversario. Il classe ‘63 ha costruito una squadra che alterna possesso palla e transizioni rapide. L’idea è sfruttare la qualità sugli esterni e la velocità in verticale.
Algeria: Mahrez la stella, Boudaoui l’equilibratore
La stella della selezione nordafricana è senza ombra di dubbio l’ex Manchester City Riyad Mahrez. Nonostante la carta d’identità dica 35 anni, il capitano e riferimento tecnico è ancora decisivo per qualità, visione e capacità di incidere nei momenti chiave. Hicham Boudaoui, 25enne in forza al Nizza, rappresenta invece il perno della mediana: lavoro sporco, recuperi e gestione dei ritmi ne fanno l’equilibratore della squadra. Il nome da tenere d’occhio, però, è quello di Mohamed Amoura: attaccante rapido e incisivo, ha trascinato l’Algeria nelle qualificazioni mettendo a referto dieci reti in altrettante partite. Possibile sorpresa il 20enne del Bayer Leverkusen Ibrahim Maza.
Punti di forza e debolezze dell’Algeria
Con l’approdo di Vladimir Petković in panchina la selezione nordafricana ha acquisito un’identità tattica più chiara rispetto al passato. Il punto di forza della squadra non può che essere il reparto offensivo: un mix di talento ed esperienza che rappresenta ormai un marchio di fabbrica. Bene anche la distanza tra i reparti, con la squadra che difficilmente si fa trovare scoperta. Non è però tutto oro quello che luccica. La fase difensiva, infatti, va migliorata: gli otto gol incassati nelle qualificazioni sono un dato su cui lavorare per l’ex Lazio. Un altro neo potrebbe essere rappresentato dalla poca attitudine a giocare le grandi manifestazioni: l’Algeria ha infatti partecipato fin qui solo a quattro edizioni della manifestazione iridata. Un dettaglio da non sottovalutare che potrebbe fare la differenza quando il livello degli avversari si alza o quando la partita si complica.
La probabile formazione dell’Algeria
L’Algeria dovrebbe presentarsi con un 4-2-3-1: Luca Zidane, figlio di Zizou, tra i pali; linea difensiva con il capitano Mandi e Bensebaini centrali, ai fianchi Aït-Nouri del Manchester City a sinistra e un terzino più bloccato sull’altra fascia come il veronese Belghali; a centrocampo Zerrouki in cabina di regia affiancato da Boudaoui; in attacco Mahrez largo a destra, Aouar in mezzo e Chaïbi a sinistra a piede invertito a completare il tridente alle spalle della punta Amoura.
La storia dell’Algeria al Mondiale
Come anticipato, l’Algeria ha già partecipato a quatto edizioni della Coppa del Mondo fermandosi al primo turno nelle prime tre occasioni (Spagna ’82, Messico ’86 e Sudafrica 2010) e raggiungendo addirittura gli ottavi in Brasile nel 2014, arrendendosi solo ai supplementari contro i futuri campioni della Germania. Riportando indietro la macchina del tempo fino al 1982, esordio nella manifestazione, i verdi, all’epoca guidati da Mahieddine Khalef e Rachid Mekhloufi, riuscirono a conquistare due vittorie in tre partite nel Gruppo 2, venendo però eliminati nella fase a gironi per la differenza reti. Un debutto incredibile per l’Algeria, vittoriosa 2-1 sulla Germania Ovest di Karl-Heinz Rummenigge, sconfitta poi in finale dall’Italia (3-1). Fu Rabah Madjer, successivamente soprannominato il “Tacco di Allah” per l’iconico gol nella finale di Coppa Campioni 1987 vinta 2-1 dal suo Porto contro il Bayern Monaco, ad avere l’onore di segnare il primo gol algerino nella competizione. Al pareggio di Kalle al 67’ rispose appena un minuto dopo Belloumi scrivendo una delle pagine più incredibile del torneo. Rimane quello, infatti, il momento più alto della selezione nordafricana al Mondiale.
L’Algeria sogna in grande: l’obiettivo per il Mondiale 2026
L’obiettivo della Nazionale di Vladimir Petković è quello di superare il girone, un traguardo ambizioso ma non impossibile, considerando anche che ben otto migliori terze su 12 gironi strapperanno il pass per la fase a eliminazione diretta. Nel Gruppo J il ruolo di favorita non può che spettare all’Argentina campione in carica mentre l’outsider sarà certamente la Giordania. L’Algeria, dunque, si giocherà il secondo posto con l’Austria e in tal senso sarà importantissimo lo scontro diretto in programma il 27 giugno al Kansas City Stadium nell’ultimo match del girone. Mahrez e compagni faranno il loro esordio contro l’Albiceleste di Messi e Scaloni il 16 giugno mentre il 22 sfideranno al San Francisco Bay Area Stadium la Giordania.