Mondiali

Colombia, qualità sudamericana: tecnica e fantasia

Il ritorno ai Mondiali dei Cafeteros è il culmine di un nuovo progetto: Luis Diaz e compagni vogliono provare a stupire
James Rodriguez, Luis Diaz e Richard Rios (Getty Images)

La Colombia si avvicina alla Coppa del Mondo del 2026 con ambizioni rinnovate e la consapevolezza di essere tornata stabilmente tra le realtà più competitive del calcio sudamericano. Dopo la mancata qualificazione all’edizione del 2022 in Qatar, la selezione cafetera ha intrapreso un percorso di ricostruzione tecnica e identitaria che ha dato negli anni risposte e soprattutto risultati concreti. Il nuovo ciclo, fondato su un mix equilibrato tra esperienza e giovani emergenti, ha restituito entusiasmo a tutto l’ambiente. La Colombia è apparsa come una formazione matura e consapevole dei propri mezzi. Ora l’obiettivo è quello di tornare a essere protagonista e il Mondiale nordamericano rappresenta dunque un banco di prova cruciale per confermare la crescita degli ultimi anni e concretizzarla in un risultato di prestigio

Il momento della squadra

Il percorso nelle qualificazioni sudamericane è stato complessivamente solido, con la Colombia capace di mantenersi stabilmente nelle prime posizioni del girone e di chiudere a quota 28 punti, dietro ad Argentina ed Ecuador e al pari di Uruguay, Paraguay e del ben più blasonato Brasile. La squadra ha lucrato su una buona partenza e ha evitato i blackout che avevano compromesso la corsa verso Qatar 2022, restando imbattuta contro i campioni del mondo dell’Albiceleste e ottenendo anche altri risultati positivi contro avversarie di alto livello come il successo proprio contro la selezione Verdeoro. Il gruppo appare nel complesso coeso e mentalmente solido, anche se le recenti sconfitte in amichevole contro Francia e Croazia lasciano presumere una certa difficoltà nelle sfide contro formazioni europee.

Il commissario tecnico e le idee di gioco

Alla guida della Colombia c’è Néstor Lorenzo, nominato commissario tecnico nel 2022 dopo un lungo percorso come vice proprio nella nazionale colombiana. Il tecnico argentino ha lavorato soprattutto sull’organizzazione difensiva e sulla compattezza tra i reparti, elementi che in passato erano mancati. Il sistema di gioco più utilizzato è un 4-2-3-1 che può trasformarsi in un 4-3-3 quando la squadra è in possesso di palla. I Cafeteros propongono un gioco basato su un sostanziale equilibrio tra costruzione dal basso e verticalità: l’obiettivo chiave è ovviamente quello di sfruttare la qualità tecnica degli esterni, vero fiore all’occhiello della selezione sudamericana.

I giocatori chiave

Il punto di riferimento offensivo è chiaramente Luis Díaz, esterno del Bayern Monaco schiacciasassi. L’ex Liverpool è un giocatore estroso e letale sottoporta, capace di spaccare le partite con le sue accelerazioni. I suoi incredibili numeri (26 gol e 17 assist in questa stagione prima della semifinale di ritorno di Champions League con il PSG) raccontano bene il suo incredibile potenziale tecnico. Riferimento carismatico dei Cafeteros è invece il solito James Rodríguez, che continua a rappresentare una risorsa tecnica fondamentale grazie alla sua visione di gioco ed esperienza internazionale: il trequartista, che ai Mondiali del 2014 salì alla ribalta con un gol stupendo contro l’Uruguay che condizionò nel bene e nel male la sua carriera passata poi per grandi club come il Real Madrid e lo stesso Bayern, milita ora nel Minnesota United. Ci sono nella rosa potenziale anche giocatori della Serie A come il centrale difensivo del Bologna Jhon Lucumì e il terzino della Juventus Juan Cabal, mentre il nostro campionato lo ha solo sfiorato il regista Richard Rios, a lungo seguito dalla Roma prima di cedere alla corte del Benfica.

Punti di forza e debolezze

La Colombia ha costruito la propria solidità su una fase difensiva più organizzata e su una maggiore disciplina tattica. La squadra è difficile da affrontare e concede meno rispetto al passato, riuscendo a essere pericolosa soprattutto nelle transizioni in campo aperto grazie a giocatori offensivi di alto livello. Le criticità emergono paradossalmente proprio nella continuità in fase d’attacco considerato che in alcune partite fatica a creare occasioni contro difese schierate. Inoltre, la dipendenza dalle giocate individuali degli esterni può diventare a lungo andare un limite piuttosto che una risorsa.

Probabile formazione

COLOMBIA (4-2-3-1): Vargas; Muñoz, Sánchez, Lucumí, Cabal; Lerma, Rios; Arìas, James Rodríguez, Luis Díaz; Durán. Ct: Néstor Lorenzo.

La storia ai Mondiali

La Colombia ha partecipato a diverse edizioni della Coppa del Mondo, con il miglior risultato rappresentato dai quarti di finale raggiunti nel 2014 in Brasile. In quell’occasione la squadra, trascinata da James Rodríguez, fu una delle rivelazioni del torneo. Nel 2018 arrivò invece l’eliminazione agli ottavi contro l’Inghilterra, mentre nel 2022 la nazionale non è riuscita a qualificarsi. Un’assenza che ha segnato profondamente il gruppo e che ha dato il via a un nuovo ciclo, culminato con il ritorno in questa edizione della competizione.

Obiettivo Mondiale 2026

Inserita nel girone K con Portogallo, Repubblica Democratica del Congo e Uzbekistan, la Colombia punta innanzitutto a superare la fase a gruppi, obiettivo ampiamente alla portata considerando il livello della rosa in relazione alle avversarie. La sensazione è tuttavia che questa selezione abbia le carte in regola per essere persino una possibile outsider del torneo: molto dipenderà proprio dalle indicazioni che arriveranno dal confronto diretto con i lusitani, che diranno molto sul livello generale dei Cafeteros.