Serie A, Milan-Juventus: analisi e precedenti
Seconda contro quarta, con affaccio sulla prossima Champions. Milan–Juventus vale un biglietto per la crociera che porta alla serenità dell’obiettivo centrato, dopo un campionato in cui entrambe hanno vissuto momenti di esaltazione e di depressione sportiva. Il Diavolo ha sognato per settimane lo sgambetto ai cugini, per poi accartocciarsi su se stesso e finire quasi per temere di essere risucchiato nel groppone fino al successo liberatorio con l’Hellas Verona. Dopo un periodo estremamente difficile, invece, la Vecchia Signora viaggia sulle ali dell’entusiasmo e ha definitivamente messo la freccia facendo leva su un gioco esaltante e soprattutto su una solidità offensiva minuziosamente ricostruita.
Equilibrio e pochi gol
Tutto elementi che riconducono a una partita potenzialmente molto equilibrata, nella quale molto di recente peraltro è ricomparso il pareggio: Milan e Juve infatti hanno impattato tre dei loro ultimi quattro confronti in Serie A. Un dato curioso, se si considera più che altro che prima di questo mini parziale tre pareggi tra queste due formazioni erano arrivati in ben 29 scontri diretti. Ma a colpire più di qualunque altro aspetto è la quasi totale sparizione del gol: solo tre per parte in tutti gli otto ultimi incroci nella massima serie. Oltre a questo, la Vecchia Signora non ha subito alcuna rete in nessuno degli ultimi cinque match con il Diavolo in campionato, già striscia record di clean sheet contro questa avversaria nella competizione.
Partita a scacchi
Una sfida dalla quale, di certo, non ci si attende perciò grande spettacolo. Potrebbe essere l’episodio infatti a decidere una sfida che in passato ha premiato spesso in realtà la Juventus, squadra che nella storia della Serie A ha inflitto al Milan più sconfitte: 53 con 227 reti all’attivo, altro record contro i rossoneri. Una sfida tra grandissime del nostro calcio, guidate peraltro da due totem assoluti, Massimiliano Allegri da una parte e Luciano Spalletti dall’altra: sono infatti, assieme a Giovanni Trapattoni e Nereo Rocco, due dei quattro tecnici capaci di tagliare il traguardo dei 300 o più successi in carriera nel torneo. Ma la sensazione, stavolta, è che da bravi lupi di mare penseranno in primis a non prenderle, aggrappandosi magari al graffio dei loro giocatori più talentuosi (Leao e Yildiz, entrambi per motivi diversi non al top). In ogni caso, non ci sono i presupposti per immaginare qualsivoglia goleada: equilibrio e compattezza saranno le parole d’ordine.