Wimbledon

Wimbledon 2026, Cobolli dopo l’allenamento con Djokovic: “Nole è il mio punto di riferimento”. La previsione di Zverev su Flavio

Media day ricco di spunti d’interesse per Flavio Cobolli al torneo di Wimbledon
Alexander Zverev e Flavio Cobolli (Getty Images)

Reduce dalla sua prima finale Slam al Roland Garros, persa in cinque set con Alexander Zverev, Flavio Cobolli è chiamato a una conferma a Wimbledon dove ha raggiunto i quarti nell’ultima edizione: “Credo di dover venire qui e provare a fare esattamente tutto quello che ho fatto a Parigi: come mi sono allenato, come ho vissuto i giorni fuori dal torneo, come ho gestito le difficoltà durante le partite. Credo che quella sia la chiave per riuscire a ripetere quello che ho fatto lì. È una cosa incredibile quello che ho fatto, quindi sarà molto difficile, però ogni partita per me deve essere una finale e ogni partita deve essere un’esperienza nuova. Devo mettere dentro per bene l’esperienza che ho acquisito a Parigi per riuscire poi a rendere meglio”.

L’allenamento di Cobolli con Djokovic

L’azzurro nega, poi, che Novak Djokovic sia arrivato in ritardo al loro allenamento odierno: “No, no, aveva le sue cose da fare, quindi sapevo che sarebbe arrivato due o tre minuti dopo. C’è una forma di rispetto importante, anche perché è sempre stato il mio punto di riferimento e mi mette un po’ paura. Cerco sempre di non sbagliare, di provare a mettergli la palla sempre precisa. Questo mi aiuta molto perché sviluppo una concentrazione che di solito non ho. Alla fine oggi è stato l’allenamento migliore che ho fatto da quando sono arrivato, e questo vuol dire che è servito molto. Giocare con i migliori tennisti del mondo è sempre utile prima dell’inizio di un torneo così importante”.

Cobolli svela la previsione di Zverev sul suo futuro

Molto bello, infine, il racconto del primo incontro con Alexander Zverev dopo la finale di Parigi: “Il primo giorno che ci siamo visti a Halle ovviamente ci siamo abbracciati e io gli ho fatto ancora i complimenti, lui li ha fatti a me. Abbiamo fatto tutti e due un grande torneo. Mi ha chiesto se mi era passata, io gli ho detto che ero molto felice, non sono stato nemmeno per un minuto arrabbiato con nessuno, neanche con me stesso. Sono sempre stato molto felice e gioioso per quello che stava accadendo, quindi gli ho detto questo e lui era anche un po’ perplesso. Ha detto che lui dopo la finale persa con Thiem era stato molto male; io gli ho detto: ‘No, io l’ho vissuta in maniera diversa e spero che questo possa aiutarmi poi a rigiocarne altre’. Lui mi ha detto che ne giocherò tante altre, io gli ho risposto: ‘Magari’”.